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radici, chioma e pericolosità alberi PDF Stampa E-mail
venerd́ 13 novembre 2009
E' necessario conoscere per valutare. 

Gli alberi hanno necessità degli apparati radicali quanto degli apparati fogliari e tra questi si crea una diretta relazione che quando vene alterata crea problemi. Avremo così alterazioni o danni a carico delle radici che avranno ripercussioni nello sviluppo della chioma con stati di sofferenza e morte di parte di essa e nel caso opposto sensibili riduzioni della chioma o capitozzi, ovvero l’asportazione della parte apicale della pianta, porteranno ad una riduzione della massa degli apparati radicali  con conseguente riduzione sia della capacità di assorbimento della pianta che di ancoraggio al terreno.

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Le radici che, per danni meccanici o per mancato sostentamento da parte della chioma, muoiono vengono colonizzate dai funghi agenti di carie del legno che potrebbero poi interessare anche zone integre  se la pianta dovesse attraversare un periodo di minor vigore per cause esterne, ad esempio fattori climatici avversi.Gli alberi inoltre non guariscono in seguito alle ferite tra cui i tagli, ma tentano di compartimentare la zona lesionata ed attaccata dai funghi agenti di carie del legno e questo costa loro molte energie e non sempre è una strategia efficace se la lesione è troppo estesa, per cui tagli di grosse sezioni, tagli di rami mal eseguiti e capitozzi sono tutte fonti di problemi anche gravi. Non bisogna confondere la disperata risposta di un albero che trovandosi senza più chioma emette una vegetazione si abbondante ma disordinata, con ricacci in competizione tra loro e strutturalmente mal inseriti sul fusto che con il passare del tempo saranno fonte di rotture quindi di pericolo e che richiederanno ulteriori interventi di selezione e potatura, con un sintomo di vigore della pianta.Un’ultima osservazione riguarda la dimensione delle piante in rapporto alla loro supposta pericolosità. Non bisogna confondere l’altezza con la pericolosità anche se dal punto di vista di noi umani che salvo rari casi non ci avviciniamo ai due metri, i venti-trenta o più metri di un albero possono sembrare un’enormità.

Gli alberi si strutturano durante la loro crescita e ottimizzano le dimensioni delle loro varie parti,

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 altezza, diametro tronco e lunghezza rami a seconda del loro bagaglio genetico e delle sollecitazioni esterne, per cui troviamo piante di sessanta- novanta metri di altezza, stabili e sicure come quelle di soli venti metri. Ciò che ci deve preoccupare sono le alterazioni a questa ottimizzazione della struttura, causate da eventi naturali, fulmine, tromba d’aria, etc o più frequentemente da interventi umani, danni meccanici, potature scorrette, compattamento del terreno, etc.

 L’albero come reazione si struttura comunque in maniera anomala producendo tessuti e producendo delle crescite non usuali  che un occhio esperto può riconoscere ed identificare come indizi di struttura alterata e quindi potenzialmente pericolosa. Non abbiamo quindi l’albero “alto” pericoloso ma l’albero “con difetti” pericoloso indipendentemente dalla sua altezza.
Ultimo aggiornamento ( sabato 14 novembre 2009 )
 
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